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Valentina Liviero concorso - Il mio albero di Natale

In un’epoca dove la fretta e la frenesia ci trascinano tra mille impegni e dove il tempo delle nostre relazioni sociali rimane ben poco, quello che il Comitato della biblioteca si propone di fare è cercare di coinvolgere i cittadini in attività culturali, con lo scopo basilare di unire le persone in stesse circostanze, e non facendo mancare il divertimento, momenti di confronto, di conoscenza.


Ed ecco che a giugno è cominciato il percorso del Comitato della biblioteca di Rosà, mettendoci subito all’opera; tanto che a fine luglio circa una cinquantina di persone hanno partecipato in prima persona all’opera lirica “Aida” a Verona, le giornate fuori porta hanno permesso a molti la riscoperta di alcuni posti locali, che spesso per il poco tempo disponibile o semplicemente perché si volge lo sguardo e l’attenzione a luoghi più lontani si trascurano.
E in seguito, ci siamo messi al lavoro per organizzare un evento riguardante il Natale, dove i veri protagonisti sono stati i bambini: dove essi stessi sono stati coinvolti nel creare attraverso la loro fantasia, la loro abilità, il proprio albero di Natale. Ed è proprio quest’ultimo concorso che mi ha reso più chiare molte cose che in seguito racconto.


All’inizio di questa esperienza avevo un po’ di timore, poiché per me era un’esperienza completamente nuova e poi per mille impegni, avevo anche la paura di non riuscire ad affrontare tale impegno. Invece devo ricredermi, anzi mi pentirei se non avessi accettato. Perché è semplicemente meraviglioso organizzare qualcosa che può sembrare davvero piccolo e minimo, ma che in realtà per altre persone è significativo e le può rendere felici; quello che più mi ha reso contenta è stato proprio l’ultimo evento, “Il mio albero di Natale”, rivolto ai bambini. Nel pomeriggio delle premiazioni, mi ha riempito il cuore di felicità vedere tutti i bambini accompagnati da genitori, fratellini o sorelline o addirittura anche dai nonni, tutti felici e un po’ tesi perché quel giorno è stato il loro: sono stati loro i protagonisti. E percepire quella sensazione di gioia che hanno trasmesso, mi ha reso tutto più chiaro: quello che vorrei, attraverso il Comitato, è proprio coinvolgere le persone, riunirle, far passare del loro tempo insieme e il tutto in un clima di armonia.


E quello che mi ha reso ancora più fiera, indipendentemente dai vincitori, in quel concorso tutti sono stati premiati e ognuno ha riportato con sé qualcosa; perché immagino che molte famiglie affrontino critiche situazioni, in particolare in questi ultimi anni, e dare la possibilità ad esse di un piccolo aiuto, non vi è altra cosa che rende più felice.


E, infatti, quando ho sentito qualche mamma ringraziare, apprezzo il gesto in sé, ma poi ho detto: “E per cosa?”.
Alla fine non lo vedo come un impegno, ma come una dedizione. Nel mettermi all’opera per organizzare qualcosa rivolto alla comunità, la sento più come una passione.


Quello che vorrei è ritrovare più volte quella situazione che ho visto e percepito quel pomeriggio, dove una serie di sensazioni e sentimenti come gioia, felicità, eguaglianza, rispetto, importanza, soddisfazione si mescolano.


Scrivo “più volte”, perché sarebbe un’utopia trovare sempre una situazione tale; ma ciò che a me sta a cuore è una cosa raggiungibile e che tutti con un po’ d’impegno e volontà possono fare: ritrovare quel senso di comunità che si è affievolito con il tempo e, infine, è quasi scomparso.


E’ molto difficile, perché vuol dire andare contro il sistema che è stato affermato da tempo, caratterizzato dalla logica individuale, di profitto, da cui ne deriva una lotta darwiniana, e cioè una lotta alla propria sopravvivenza contro tutto e tutti. Secondo me dobbiamo scardinare tale sistema e più siamo più saremo in grado di sradicarlo.


Tutti contano, ognuno di noi ha un ruolo da svolgere, ha delle potenzialità e delle idee che messe a confronto con altre, possono integrarsi e diventare una vera fonte di ricchezza per la comunità, perché lavorando tutti assieme, la possiamo rendere migliore.


Valentina Liviero - Comitato della Biblioteca di Rosà


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